Finalisti "Miglior Romanzo ambientato in Emilia-Romagna"
L'ordine qui presente è assolutamente casuale. I vincitori saranno resi noti nella serata di premiazione a Bologna, il 14 marzo 2026.
Ricordiamo che sarà pubblicato in cartaceo il romanzo primo classificato di questa sezione
Il romanzo vincitore sarà annunciato alla serata di premiazione.
Romanzi finalisti
La cassetta da pesca - Stefano Borgatti
L'equilibrio della verità - Mirta Gherardi
Il rospo opportunista - Angelo Paganini
Cielito Lindo - Tommaso Landini
La terza Stella - Sandro Zannarini
Nomi di altre vite - Francesco Maltarello
L’assassino delle eclissi - Rebecca Gelli - Giovanni Luca Ventura
Coincidenze occasionali - Carlo Bolzoni
Il re dei calanchi - Lorenzo Bassi
Morte alla sagra - Carlotta Federica Leone
La morte non necessaria - Gabriele Astolfi
Il fiore della vendetta - Paola Romanelli
Buio di luna - Massimiliano Foschi
Modena Nera - Roberto Vaccari
L’assassino delle eclissi
A Guiglia, un tranquillo e sonnolento Comune del primo Appennino modenese, sconosciuto ai più, non era mai successo niente di strano.
Almeno fino a quando il maresciallo Fiaschi, della stazione locale dei Carabinieri non si trovò tra i piedi il cadavere di un compaesano morto ammazzato.
Per indagare sull’omicidio, avvenuto in una notte con l’eclissi di luna, accorreranno il colonnello dell’Arma Rosario Lopez e un delegato dell’Assicurazione.
Attraverso un’indagine costellata di colpi di scena, i tre risolveranno il caso, portando alla luce la verità e disvelando una brulicante vita segreta degli abitanti, tutt’altro che monotona.
A Guiglia, un tranquillo e sonnolento Comune del primo Appennino modenese, sconosciuto ai più, non era mai successo niente di strano...
Copertina immaginata dall'autore
Gli autori
Rebecca Gelli - Giovanni Luca Ventura
Coincidenze occasionali
Ognuno vive sereno protetto dalle proprie certezze, fino al giorno in cui....
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Carlo Bolzoni
Nato a Cagliari il 5/10/1956, residente a Bologna di professione Agente Immobiliare
Dal 1995 al 1999 Pubblicati vari articoli di cronaca su “POR ESTO DE QUINTANA ROO” e “LA CRONACA DE CANCUN”
2004 Vinto il Premio Giallo Carta a Civitanova pubblicato il racconto “Le belle cose”
2005 Pubblicato il romanzo “Mai fidarsi di un bevitore di gin” con Editrice Zona
2014 Finalista Giallo Carta pubblicato il racconto “Come Sorelle”
2015 Pubblicati 11 articoli sul settimanale Sette Giorni
2022 Selezionato per il premio Buzzanga a Pinerolo
2023 Pubblicato il romanzo “Numeri che uccidono” scritto in collaborazione con Moreno Naldi
2023 Pubblicato il racconto “Mario e Anna” finalista del XVIII Premio Letterario Giacomo Zanella
2023 Pubblicato il racconto “Desiderio Muto” Finalista del Concorso Giallo Festival
2024 Finalista al premio Giallo Festival nella categoria “Miglior personaggio maschile” e secondo classificato nella categoria “Romanzo ambientato in Emilia Romagna”
2024 Finalista al concorso “Vite intrecciate da un colpo” di Viareggio
2024 Finalista con pubblicazione di “Garibaldi” al concorso Francamente me ne infischio, Re Artù edizioni
2025 Pubblicato il racconto “Legami di sangue” secondo classificato nella categoria “Racconto ambientato in Emilia Romagna”del Concorso Giallo Festival
2025 – 2026 Opinionista su RadioSfera in materia Letteraria
L'equilibrio della verità
Bologna anno 1997. Un cadavere nel Reno, senza nessun segno di riconoscimento addosso.
Comincia così l’indagine per Paolo Buganè e Roberto Speranza, poliziotti della mobile e migliori amici. Indagando nelle osterie di Bologna, unico flebile indizio per trovare qualcuno che conoscesse la vittima, arrivano a Moira, l’enigmatica cugina dell’uomo morto. E’ da qui che ha inizio la serie di eventi che porterà i due poliziotti, e con loro Diego Martinelli in forza alla polizia di Roma, coinvolto nelle indagini in quanto emersa un’aggressione del 1995 che sembra legata al caso, alla scoperta degli ultimi istanti di vita di Simone Quaranta. A quel punto, però, Moira sarà obbligata a rivelare al mondo il segreto che tiene morbosamente nascosto da sempre e a cambiare inesorabilmente la sua vita.
Nei favolosi anni novanta, nel pieno del fermento musicale bolognese, un cadavere trovato in un fiume, porta inesorabilmente allo scoperto un supereroe fino a quel momento in incognito.
Copertina immaginata dall'autore
Come suggerimento grafico pensavo all'entrata di un'osteria con in primo piano uno sgabello vuoto. In secondo piano tre figure, due maschili ai lati e una femminile al centro. Quella femminile più luminosa o comunque in qualche modo differente come immagine, per suggerire che non è una persona "normale" (in quanto supereroe).
L'autrice
Mirta Gherardi
Mirta Gherardi è nata a Bologna una settimana esatta prima del giorno di Natale del 1974.
Amante del centro e dei suoi locali, dove si sviluppano le idee per le sue storie, scrive fin dalla gioventù racconti e testi di canzoni per i gruppi musicali nei quali milita come cantante. Oggi, a cinquant’anni suonati, si cimenta anche come chitarrista in erba in un gruppo (quasi) tutto al femminile.
E’ un’appassionata di lettura e di libri in generale, tanto da arrivare a veri e propri acquisti compulsivi in libreria. Non ha precedenti pubblicazioni se non i racconti “Rumore e polvere” (solo in e-book) per il concorso “C’era una volta e c’è…una regina rosa 2023” e “La maglia del Bologna sette giorni su sette“ nell’antologia “Socc’mel… che squadrone”. “L’equilibrio della verità” è il suo primo romanzo.
Il re dei calanchi
Cavazzoni organizza un ritiro presso il Centro di dinamica motivazionale Il re dei calanchi, dove i manager di cliniche private prenderanno accordi con lui per spartirsi farmaci rubati. Tra i medici ci sarà Borlenghi, il magnate delle figurine: nelle buste ci si può mettere di tutto. È necessario infiltrare un agente tra i partecipanti al corso. Tosòn Giancarlo, un brigadiere fuori servizio che viene assunto alla bisogna, è l'uomo perfetto; gli hanno promesso che finita l’indagine verrà assunto in pianta stabile. Il lavoro fisso, pensa Tosòn. Non dovremo più tenere la gallina in balcone per risparmiare sulle uova. Non saremo terrorizzati quando il postino consegna le bollette.
Durante il ritiro si dovrà accendere il fuoco con le pietre focaie, attraversare una siepe di rovi in maglietta e braghe corte, scrivere frasi usando il congiuntivo, il gerundio, il condizionale: una prova veramente estrema. Tosòn guadagnerà la fiducia di Cavazzoni ma i manager, costretti a dormire su brande in un unico stanzone, a cucinare, a confrontarsi forzatamente, senza Internet né smartphone, arriveranno a non sopportarsi più. Soltanto la capra Vittorio, l’animale di compagnia, saprà farsi voler bene da tutti. Tosòn dovrà resistere per guadagnarsi il posto fisso alla Benemerita.
Qualcosa stravolgerà i piani di Borlenghi, di Cavazzoni, della Benemerita, qualcosa che si gonfierà nell'aria e porterà alla tragedia. Un dramma che Tosòn aveva temuto, ma peggiore di quello che aveva previsto.
Una cocca tornava fuori per becchettare le ultime cose, come un bis a teatro, ma il gallo da dentro la richiamava all'ordine, e questa tornava nella casetta di malavoglia. Gli ultimi battibecchi per guadagnare la posizione migliore sui trespoli, e silenzio fu. A Tosòn quasi scappava un applauso, e ringraziava le galline per lo spettacolo con uno sbadiglio di apprezzamento.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
BAXBASSI pseudonimo di Lorenzo Bassi
Lorenzo Bassi è nato a Reggio Emilia nel 1959, in bilico tra i segni del Cancro e del Leone. Vive a Bibbiano (R.E.). Ha la qualifica di Fotolitografo, ma ha svolto diversi mestieri: litografo, giuntista telefonico, esecutore di fotogrammetria, necroforo, giardiniere fino all’età pensionabile, senza avere ancora capito quale sia stato il lavoro adatto a lui. Il tumulto interiore lo spinge a scrivere racconti e romanzi surreali e, come se non bastasse, a disegnare fumetti a livello semi professionale sotto lo pseudonimo di Bax e Baxbassi (Perché adesso li chiamano graphic novel? Mah…).
Ha pubblicato La grotta di Oreste, edizioni Montag, l’ebook Tosòn, il brigadiere precario in ebook, edizioni Damster, il fumetto Storia d’Ubaldo, per la Società Speleologica Italiana.
Ha ricevuto 7 primi premi letterari, 7 secondi premi, 2 terzi premi, 14 menzioni giuria. 5 romanzi sono arrivati finalisti in altrettanti concorsi. Ha ricevuto 5 primi premi di fumetto (dei quali 1 all’estero), 6 secondi premi (dei quali 2 all’estero), 1 terzo premio, 17 menzioni e selezioni (delle quali 6 all’estero). Ha collaborato con l’ex rivista Agritractor, la rivista Speleologia, l’ex quotidiano L’informazione, l’emittente Telereggio, l’ASL e vari enti locali della provincia di Reggio Emilia, ha illustrato il percorso didattico del Museo dei Gessi Messiniani, ha condotto laboratori di fumetto rivolti agli adolescenti, organizzati da ARCI.
Le sue opere sono state esposte in 8 mostre personali e 3 mostre collettive. La stampa locale gli ha dedicato 9 articoli.
Nomi di altre vite
Cicca ha cinquant’anni, vive a Roma, va in giro senza scarpe, non porta la macchina, ha lasciato il lavoro per assistere la nonna centenaria, è insofferente a tutto e parla citando canzoni. Il suo microcosmo è fatto di cucina e spesa, un’ora d’aria al giorno. Quando nonna Armida gli dice che vuole partire per tornare in Romagna, per conoscere il paese da dove nel 1884 è partito suo padre, e dove nessuno della famiglia è più tornato, si sente perduto: tenta di resistere, poi capisce che non si può rifiutare, è forse l’ultimo desiderio della nonna, con cui ha vissuto da quando aveva tre anni, gli ha fatto da padre e da madre. Partono, accompagnati da Gino, un anziano che ha fatto amicizia con Armida, e da Marta, un’affascinante dottoressa che mette in moto nella mente di Cicca fantasie che pensava di aver spento da anni. Ma lui si sente al margine, la nonna non gli parla, sembra che tutti sappiano qual è il vero motivo di quel viaggio tranne lui, che così inizia a spiare i suoi compagni per cercare di capire...
Se quelle sono le sue radici lui non le sente, nei suoi cinquantun anni quel posto non c’è mai stato, ma nemmeno nei cento di Armida, né tantomeno nei trenta di suo padre. È una terra abbandonata da tre intere generazioni, lui non sa nemmeno perché e magari non gli è neanche mai interessato saperlo.
Copertina immaginata dall'autore
Beh, credo che la tastiera di un pianoforte con un paio di scarpe appoggiate sopra, potrebbe essere indicativo... :)
L'autore
Francesco Maltarello
Sono nato a Roma nel 1957, ho lavorato a RAIUNO e a RAI KIDS, come autore, regista e sceneggiatore, collaborando inoltre con vignette e racconti-gioco per diverse testate per ragazzi e adolescenti. Ho pubblicato tre libri per ragazzi (“È Natale, fiabe e racconti”, con D. Frasnelli – ed. Gribaudi 1995; il romanzo “Generazione A”, con D. Frasnelli – ed. Paoline 1996; “Il giro di casa in 80 giochi” – ed. Gribaudi 1999). Nel 2024 un mio racconto è stato tra i vincitori del concorso “Racconti nella rete”, pubblicato in antologia da Castelvecchi. Frequento la scuola di scrittura Genius di Roma, che è stata un poco la culla di “Nomi di altre vite”.
Buio di luna
Il commissario Romeo Ballarin è un uomo stanco. Ombroso e solitario, accanito tabagista e afflitto da un mal di schiena cronico, dopo più di trent’anni di servizio e a meno di due dalla pensione, con un matrimonio fallito alle spalle e una figlia con cui non parla da mesi, vorrebbe solo essere lasciato in pace.
Tirare a campare in quell’esilio volontario che si è scelto per chiudere la sua lunga carriera, presso la Questura di Ferrara.
E invece no. Il destino ha in serbo per lui altri progetti.
Come l’essere coinvolto suo malgrado in un caso rognoso, l’omicidio di Vinicio Trevisan, uno stimato e apprezzato medico anestesista di Comacchio.
Ballarin viene tirato in ballo dal suo unico amico, Folco Cavallari, un pescatore di anguille che vive proprio da quelle parti, e nonostante i tentativi del commissario di smarcarsi da quella storia che puzza di guai lontano un chilometro, il suo capo il vicequestore Bruno Carbone, affida a lui e alla sua squadra le indagini. Squadra di cui farà parte anche una nuova collega da poco arrivata da Bologna, l’affascinante e ambigua Ilaria
Lombardo. Romeo Ballarin non voleva nessun incarico. Per i suoi peccati
gliene diedero uno.
Il peggiore di tutta la sua vita.
«Vedi commissario, ognuno di noi ha qualche scheletro nell’armadio. La differenza è solo nella
quantità di ossa che vi sono nascoste.»
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L'autore
Massimiliano Foschi
Massimiliano Foschi, nato nel lontano sessantanove ha iniziato a scrivere tardi. Lettore vorace, mai sazio, un giorno ha detto a sé stesso: sai che c’è, adesso ci provo anche io. Così si è seduto davanti al pc, ha aperto una pagina bianca ed è iniziato tutto. Così, fra doveri familiari e lavorativi, è andato avanti, quella pagina bianca si è riempita e dopo ne sono seguite altre, molte altre. Ha creato anche un suo alter ego, tal Max Cromaz, pseudonimo con il quale ha pubblicato la maggior parte dei suoi romanzi e racconti. E, a distanza di sei anni da quella pagina bianca il risultato è questo: - ‘La scelta di Samir’, romanzo pubblicato con Zerounoundici edizioni; - ‘Cattive abitudini’, romanzo pubblicato con la Zerounoundici edizioni; - ‘La formula dell’acqua’, romanzo pubblicato con la Onirica edizioni; - ‘Kerosene due zero 27’, romanzo pubblicato con la Tripla E edizioni; - ‘Me lo racconterai all’inferno’, racconto lungo pubblicato da Delos; - ‘Base DCLXVI’ racconto breve nella antologia ‘Sfumature di giallo’ vol 1 Rudis edizioni; - ‘Un posto sbagliato’ racconto breve nella raccolta ‘Alieni cattivi’ Scheletri edizioni; - ‘Non è un Caravaggio’, racconto breve, menzione speciale al concorso 66 Nero; - ‘Il talento dei perdenti’, romanzo vincitore nella sezione inediti del concorso ‘Garfagnana in Giallo 2025’, di prossima pubblicazione con Tra Le Righe edizioni. Insomma, un po’ di strada è stata fatta. E l’avventura continua…
Modena nera
Verso la fine di novembre 1943 Aramis Russo, giovane tenente salernitano, si trova catapultato a Modena, dopo aver seguito la ritirata dei tedeschi dalla Sicilia. Rimasto invalido per una ferita riportata in Sicilia, a Modena è arruolato nella polizia amministrativa, incaricata di combattere il mercato nero e l’aumento dei prezzi. Suo unico sottoposto è Giovanardi, un modenese di una certa età, che lo stuzzica di continuo per tentare di capire quali siano le sue posizioni sulla guerra.
L’incontro con un giovane altolocato, Fosco Guglielmini, lo introduce nella vita sociale cittadina. In particolare, lo fa partecipe della festa di Capodanno a casa del Conte de’ Castelvetro, dove la guerra sembra lontana. Nel corso della serata Russo incontra Cordelia, nipote del conte, che si suppone una delle tante sue amanti. Il conte, venuto a sapere che prima della guerra il giovane era professore d’arte, insiste per mostrargli la sua straordinaria collezione d’opere d’arte. Gli confessa di temere per la sua sorte. I tedeschi razziano ogni cosa e Castelvetro lascia intendere che qualche ufficiale ha già messo gli occhi sulle opere più importanti.
Alcuni giorni dopo il conte viene trovato morto, sicuramente assassinato. Sulle sue guance sono state incise alcune piccole svastiche. Poiché il comandante della polizia cittadina non sa che pesci pigliare, incarica dell’inchiesta il poliziotto mancato. Aramis si trova così a collaborare con Kerr, un ufficiale tedesco, che lascia subito intendere che l’inchiesta dovrà chiudersi al più presto imputando l’omicidio ai ribelli che scorrazzano nei dintorni...
Modena nei tempi più bui della Seconda Guerra mondiale vive di speranze e di coraggio. Un giovane poliziotto sfida il regime di occupazione tedesco per dare un nome all’assassino della donna che lo ha fatto innamorare.
Copertina immaginata dall'autore
Potrebbe essere una fotografia del Portico del Collegio di Modena bombardato o un manifesto dell'epoca che vieta di indossare il mantello. Esistono anche scorci del Duomo di Modena bombardato.
L'autore
Roberto Vaccari
Sono nato a Modena nel 1950 dove vivo e lavoro. Sono sposato, ho una figlia e una nipote. Ho svolto per tutta la vita il mestiere di tipografo. Sono laureato in storia contemporanea e pertanto sono un appassionato di saggistica storica. Ho pubblicato alcune biografie di modenesi celebri come Ciro Menotti, Antonio Delfini, Francesco V, Angelo Fortunato Formiggini, Manfredo Fanti ed Enrico Cialdini. Ho inoltre pubblicato alcuni romanzi, tra i quali i più recenti: Dopo il disgelo, Anni Cinquanta, In tempi di pace declinante e I figli del maestro. Appassionato da sempre di Fantascienza ho pubblicato alcuni romanzi di genere, tra i quali: Il ragazzo che dava i numeri e I creatori di Universi e Pluto. Collaboro attivamente con l’Istituto per la Storia del Risorgimento di Modena.
Il rospo opportunista
Don Aldo, il parroco di Corniglio, ed un professore milanese con casa in una frazione del comune indagano su diversi casi, cercando di non irritare troppo il maresciallo Degortes.
All’acume investigativo, don Aldo, sempre profondamente toccato dalle manifestazioni del male, unisce una grande attenzione per le persone. Il professore, meno santo, è spesso utile per il suo spirito di osservazione.
Ricordi Caino, il primo assassino? Dio gli ha parlato e risvegliato la sua coscienza, l’ha aiutato a ritrovare infine le parole: “Troppo grande è la mia colpa da portare”.
Copertina immaginata dall'autore
Per quanto riguarda la copertina, confesso la mia incompetenza. L’idea più ovvia mi sembra quella di un grosso rospo appostato sotto un lampione attorno al quale ronzino insetti.
L'autore
Angelo Paganini
Nato a Milano nel 1956, Angelo Paganini ha lavorato come bidello, come maestro elementare e come professore di storia e filosofia nei licei. Fare il vicepreside gli è bastato per capire che non avrebbe voluto diventare preside.
Si è occupato molto, con buoni risultati, di siti web scolastici ed ha guidato i suoi alunni a creare diversi siti web tematici, molti dei quali sono stati premiati.
Tra il 2010 ed il 2012 è stato in prestito come maestro in una piccola scuola elementare di montagna dove ha aiutato ed incoraggiato i suoi alunni, molti dei quali stranieri, a partecipare con successo a diversi concorsi letterari. Soltanto da pensionato ha iniziato a scrivere racconti e romanzi.
Cielito Lindo
Reggio Emilia, 23 ottobre 2023: un anziano signore, a passeggio con il proprio cane, scopre il cadavere di una ragazza giovanissima, abbandonato in un parco pubblico della periferia cittadina. Le indagini portano a scoprire che si tratta di una giovane prostituta originaria dell’Est Europa. Si tratta di un caso isolato, o di un killer seriale che ha già ucciso e ucciderà ancora? Si tratta di un regolamento di conti all’interno della malavita, o ci sono moventi più intimi e profondi? Sono queste alcune delle domande a cui il commissario Roberto Poli, responsabile di questo caso, si troverà a dover dare risposta. Interrogativi inquietanti, che porteranno lo stesso Poli e la sua squadra a compiere l’ennesimo viaggio nell’oscurità e nel cuore dell’uomo.
Cielito Lindo è un romanzo totalmente ambientato a Reggio Emilia, con una breve incursione nella provincia reggiana (Gattatico e Sant’Ilario d’Enza). È un poliziesco tradizionale, in cui chiaramente adrenalina, indagini e azione la fanno da padrone. Non disdegna però di trattare, sottotraccia ma anche in modo esplicito, temi importanti che riguardano la società e il mondo di oggi, come la violenza sulle donne, la comunicazione giornalistica e l’utilizzo dei social media.
La realtà non è un romanzo giallo; la realtà è quel posto orribile dove una ragazza di venticinque anni può venire accoltellata, e nessuno la reclama.
Copertina immaginata dall'autore
Il romanzo si intitola “Cielito Lindo”, e colui che si rivelerà essere il colpevole è originario di Mexicali, capitale dello stato di Bassa California, proprio in Messico. Quindi il mio suggerimento per la copertina sarebbe qualcosa che richiami quella zona... ad esempio case nel deserto, o simili.
L'autore
Tommaso Landini
Sono nato a Reggio Emilia il 5 maggio 1983 e tuttora vivo nella provincia reggiana, a Poviglio, una manciata di chilometri dalla Brescello di Don Camillo e Peppone. Dopo la maturità classica ho conseguito la laurea specialistica in Nuovi Media e Comunicazione Multimediale. Sono sposato da ottobre 2020 con Jessica e, oltre a lei, vivo con due cani e quattro gatti. Per guadagnarmi il panelavoro in banca da diciannove anni. Ma siccome qualcuno diceva: “Non di solo pane vivrà l’uomo”, coltivo alcune passioni: oltre alla scrittura, la lettura e la musica: dal 2015, infatti, faccio parte della Musical Project, compagnia musical-teatrale, con cui attualmente stiamo portando in giro uno spettacolo sulla storia di Sanremo. Per quanto riguarda la mia parte letteraria… Dal 2006 sono giornalista pubblicista. Il mio romanzo d’esordio, il giallo intitolato “Via Togliatti 7”, è stato pubblicato nel 2017. Ho pubblicato altri tre romanzi: “La sciarpa” (2019), “Ostacoli” (2022) e “Sepolcri imbiancati” (2024). Ho al mio attivo anche quattro sillogi poetiche: “Ora d’aria” (2018), “Grazia” (2023, “Radici” (2023) e “La campagna e la città” (2026). A gennaio 2024 ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria alla trentesima edizione del premio nazionale di poesia inedita “Ossi di Seppia”. A ottobre 2025 un mio racconto è stato pubblicato su “La lettura delle ragazze e dei ragazzi”, inserto de Il Corriere della Sera.
La morte non necessaria
Marco Cincotti lavora alla cronaca della Gazzetta dell’Orbe. Il suo capo lo incarica di seguire una convention sul suicidio, e la cosa non lo entusiasma. Cambia idea quando viene trovato un biglietto di un vecchio morto suicida, che contiene la denuncia che presto qualcuno lo ammazzerà, e preso atto che di recente ce ne sono stati in gran numero fra anziani e malati e all’interno del carcere.
Inizia a indagare per verificare se non si tratti in realtà di omicidi, in ciò aiutato da Claudia, la nuova stagista, e Francesca, moglie di Oliviero, il medico legale che è un vecchio compagno del liceo, che è un’igienista dentale con la passione della scrittura.
Sente l’aiuto cappellano del carcere, padre Lorenzo, che segue anche gli anziani pazienti dell’ospedale, e l’amico padre Flavio, un prete sui generis che presta il suo servizio in una remota frazione dell’Appennino, che pure segue anziani e malati; insieme tengono la conferenza sul sostegno cristiano contro la morte non necessaria...
Il tentato suicidio è una richiesta d'amore. Un colpo di teatro per conquistare un pubblico distratto, un bambino che picchia la madre per richiamare l'attenzione
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Gabriele Astolfi
Mi chiamo GABRIELE ASTOLFI, sono nato a Bologna il 22.2.1955 e risiedo a Grizzana Morandi (BO) via Panoramica 51 (Frazione Salvaro).
Mi sono diplomato al Liceo Classico Marco Minghetti di Bologna e laureato in Giurisprudenza all’Università della mia città mentre lavoravo alla Cassa di Risparmio in Bologna.
Ho frequentato corsi di filosofia presso l’Accademia Domenicana di Bologna e corsi di teatro tenuti da Nino Campisi. Ho recitato per dieci anni nella compagnia di teatro dialettale “I cumediant bulgnis” di Romano Danielli e mi sono occupato di teatro in lingua sotto la guida di Marina Pitta e Gianfranco Rimondi.
Poi ho iniziato a scrivere.
Ho pubblicato “Una giornata normale” (Giraldi Editore, 2005), “Due zampe di troppo” (Giraldi, 2007), “…andremo ancora a giocare” (Giraldi, 2009), “La pratica” (Giraldi, 2011), “I cani non fanno colazione” (Este-Edition, 2011), “Tumuori” (Puntoacapo Editrice, 2013), “ERVIRNA Una storia d’amore” (Italic Pequod Editore, 2013), “A pungere sono le femmine” (MJM Editore, 2014), “Storie di umani e consimili” (Montag Edizioni, 2014), “Poker di donne” (SIDEBOOK Edizioni, 2015), “L’inumano difettoso” (Caosfera, 2016), “L’amante inviolata” (novembre 2024, Protos edizioni Roma).
Sono presente in diverse antologie e ha vinto svariati premi in concorsi letterari, consultabili sul sito www.gabrieleastolfi.com.
Il mio numero di cellulare è 3395932607 e la mia email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dal 2020 frequento corsi di scrittura con l’Associazione CANTO 31 di Bologna tenuti da Patrick Fogli e Gianluca Morozzi.
Amo la montagna ma anche il mare, specie i porticcioli, dove entrano ed escono, quasi passeggiando, piccoli e grandi natanti, ho una venerazione per i cani, che considero più sensibili e umani degli umani, e per i libri, capaci di donare sensazioni uniche.
Morte alla sagra
Durante la Sagra del Lambrusco e del Tortellone a Castelvetro di Modena, l’arrivo dello chef televisivo Riccardo Gianni, figura carismatica e divisiva, riporta a galla vecchi rancori e segreti mai sepolti. Quando Gianni muore avvelenato in mezzo alla folla, la festa si trasforma in un incubo.
Le indagini del maresciallo Venturi si intrecciano con lo sguardo silenzioso di Irene Dallari, bibliotecaria che scopre legami inquietanti tra la vittima, un antico ricettario e una rete di colpe taciute. Tra rivalità, vendette e verità scomode, emerge un delitto nato dal passato, dove la giustizia non è mai netta e il silenzio pesa quanto una condanna.
«Il silenzio non è mai vuoto. A volte contiene tutta la verità che non abbiamo avuto il coraggio di dire.» Irene
Copertina immaginata dall'autore
In primo piano c’è un tavolo da sagra coperto da una tovaglia a quadri: sopra, un calice di vino rosso rovesciato macchia il tessuto come sangue. Accanto al bicchiere aperto c’è un antico ricettario ingiallito, aperto su pagine fitte di simboli e disegni inquietanti (un teschio, segni alchemici). Uva scura e una bottiglia completano la natura morta, trasformando elementi gastronomici in indizi di morte.
Sul piano narrativo, sullo sfondo emergono i personaggi chiave: una donna di profilo, dallo sguardo teso e concentrato (Irene); un uomo di spalle al centro, vestito da chef; un maresciallo in divisa, che guarda il lettore come se stesse valutando un sospetto.
Dietro di loro si intravede il paese in festa, con luci calde, stand e una chiesa che si staglia contro un cielo notturno dominato dalla luna. Il nastro giallo della scena del crimine attraversa l’immagine, spezzando l’illusione della festa e dichiarando apertamente il genere.
L'autrice
Carlotta Federica Leone
Dopo anni di scrittura privata, per gioco ho inviato un racconto giallo al concorso letterario Mystfest dí Mondadori. Essendomi classificata 6^ e avendo ricevuto complimenti e inviti a continuare a scrivere, ho deciso di dedicarmici con costanza. Classificandomi tra i primi in vari concorsi letterari, sono stati pubblicati miei racconti in antologie e ho ricevuto una proposta di pubblicazione del mio romanzo Mary Mallon.
Classificata 6 al prestigioso MystFest – Gran Giallo Città di Cattolica (Mondadori).
Finalista al TBF 2025.
Classificata 3ª all’ Abruzzo Horror Festival.
Classificata 1ª al premio Charles Dickens con il romanzo Mary Mallon.
Classificata 2ª pari merito al Premio Firenze con il racconto inedito “Il bottone”.
Classificata 3ª al concorso Horror Underground.
Pubblicati in antologie racconti : 666 racconti Horror del concorso 666 Writers; fiabe e fantasy di Rudis Edizioni e ancora gialli e thriller di Rudis Edizioni; Horror Underground di Alcova letteraria.
Classificata fra i primi 3 con un racconto al concorso Giallo Guiglia Sorride. ( la classifica si saprà in giugno).
Finalista con un romanzo al concorso Giallo Festival Bologna.
La terza stella
Nella Ferrara autunnale, avvolta da una nebbia spettrale che confonde i contorni tra presente e passato, il corpo del professor Alessandro De Zenerini viene scoperto nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia. La scena è tanto suggestiva quanto macabra: il professore, un fisico di scuola superiore con un'ossessione per l'astrologia rinascimentale, giace senza vita sotto gli affreschi astrologici, stringendo tra le mani un piccolo e consunto libretto azzurro, macchiato del suo stesso sangue.
Il caso viene affidato al Commissario Lupi, un uomo disilluso e provato da anni di servizio, la cui stanchezza cronica è eguagliata solo dalla sua acuta intuizione. Accanto a lui, il Vicecommissario Provenzi, impeccabile, metodico e fedele al protocollo, rappresenta il suo esatto opposto. Sebbene la dinamica suggerisca una tragica fatalità – una caduta accidentale da una scala durante un'intrusione notturna nel cantiere di restauro – Lupi è tormentato da un'inquietudine profonda. Per lui, troppi elementi non quadrano, a partire dalla determinazione quasi folle che deve aver spinto un uomo della statura di De Zenerini a un gesto così clandestino e rischioso.
Mentre la realtà si deforma e il sovrannaturale si insinua tra le prove, Lupi comprende di non trovarsi di fronte a un semplice caso. Tra i vicoli spettrali di Ferrara e i palazzi storici di Cento, dovrà districarsi in una ragnatela di simboli arcani, patti d'onore e verità inconfessabili. La vera domanda non è più come sia morto il professore, ma fin dove un uomo è disposto a spingersi per proteggere un segreto.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Sandro Zannarini
Pieve di Cento (Bo), 1966. Laureato in Astronomia presso l’Università degli Studi di Bologna, insegna Fisica presso il Liceo delle scienze applicate di Cento di Ferrara. Ha pubblicato vari testi di carattere astronomico: Il nome topico delle stelle (Pitagora, 2009), Il soffitto astronomico di Casa Provenzali (FdB, 2023), con altri autori Meteoriti storiche, Un metodo per indagare il passato il caso Renazzo CR2 (Inriga, 2023), Meteor Valley Emiliana, Renazzo e Vigarano due pietre celesti straordinarie (2024), Casa Provenzali, un perla del Rinascimento (Pluriversum, 2025).
Il fiore della vendetta
Rimini, estate. Il caldo è soffocante, le strade bruciano, e due ex galeotti vengono ritrovati mutilati e avvelenati con un fiore letale: l’aconito, il “fiore della vendetta”.
A indagare sono il vicequestore Tommaso Ascione e l’ispettore Massimo Fabbri, amici da una vita, uniti da anni di servizio e da un legame che sembra indistruttibile. Ma questa volta qualcosa non torna: alibi fragili, piste che si intrecciano, un passato che riemerge con violenza.
Mentre la città ribolle e la tensione cresce, l’indagine si trasforma in una corsa contro il tempo. E quando la verità viene a galla, è più sconvolgente di qualsiasi sospetto.
“Il male non arriva sempre da fuori. A volte cresce accanto a te, silenzioso, con il volto di chi ami di più.”
Copertina immaginata dall'autore
Credo che l’immagine di un aconito con piccole gocce di sangue che scivolano dalle foglie sia la più calzante.
L'autrice
Paola Romanelli
Sono nata a Fano 56 anni fa e vivo a Pesaro, dove gestisco l’hotel di famiglia. Sono sposata, ho due figli e un cane di nome Jin. Amo leggere, scrivere, guardare film e serie tv, ascoltare musica e cucinare.
Ho pubblicato il mio primo romanzo nel 2021 con la casa editrice Bookabook dal titolo “La reincarnazione di Jennifer Jones”. A ottobre 2024 ho vinto il premio letterario “Racconti nella rete” insieme ad altri 24 partecipanti con il mio racconto per bambini “I biscotti in…cantati”, pubblicato nella raccolta “Racconti nella rete 2024” edita da Castelvecchi e a marzo 2025 sono arrivata quinta nella sezione “racconti inediti” del Premio letterario internazionale città di Cattolica con il racconto “Parole fuori posto”.