Finalisti "Miglior Romanzo Assoluto"
L'ordine qui presente è assolutamente casuale. I vincitori saranno resi noti nella serata di premiazione a Bologna, il 14 marzo 2026. Vi ricordiamo che saranno pubblicati in cartaceo i primi tre romanzi classificati.
I romanzi vincitori saranno annunciati alla serata di premiazione.
Elenco romanzi finalisti
Il Menzognero di San Fermo - Simone Podestà (BS)
Modena nera - Roberto Vaccari (MO)
Sotto la pelle del lago - Enrico Ruggiero (SV)
Scomparsa - Maria Irene Rossi (PN)
Sammarello delle vacche sul Po - Renè Garaventa (GE)
Buio di luna - Massimiliano Foschi (VA)
Il killer delle cinquanta lire - Fulvio Di Chiara (TO)
Delitti in punta di piedi - Adriano Francia (AT)
Confini - Dario Snaidero (RM)
Il Dossier Eurasia - Francesco Lombardo (PG)
L'equilibrio della verità - Mirta Gherardi (BO)
Tele di sangue - Edoardo Corvi (FC)
Delitto al Cab41 - Domenico Ippolito (TO)
Sammarello delle vacche sul Po
Piemonte, 1948. In quel grappolo di case che è Sammarello delle vacche sul Po, una strana maledizione sembra colpire i vinai del paese: Rico Botte, proprietario dell'omonima mescita insieme al fratello Cichin, rimane vittima di un incidente stradale, ma chi lo investe non si ferma e sparisce nel nulla. Il fattaccio riporta alla memoria del maresciallo Torresanta, arrivato dalla Toscana molti anni fa, un'altra morte, quella del predecessore di Botte, avvenuta otto anni prima e archiviata anche quella come disgrazia. Incuriosito dalla strana coincidenza, il carabiniere decide di indagare su entrambi i casi, scavando nella memoria del paese e dei suoi abitanti, svelando segreti e scoprendo nuove verità, sempre accompagnato dal giovanissimo carabiniere semplice Muolo, tremendamente timido e incredibilmente attento.
"Padre, perdonate perché ho peccato.""Figlia cara, ti ascolto.""L'altro giorno, mentre mettevo il mangiare nei piatti, ho sputato in quello di mia suocera."
Copertina immaginata dall'autore
L'autrice
Renè Garaventa
Dopo aver lasciato gli studi a metà del liceo scientifico, ho dedicato questo mio primo mezzo secolo di vita agli amici, agli animali e al lavoro, passando per fabbriche, ristoranti, consegne postali e quant'altro. Al momento pulisco case private. Non ho mai pubblicato niente e non ho mai vinto nulla, se non una menzione d'onore al Giallofestival 24/25 per il miglior personaggio non protagonista. Amo la musica, il cibo, i momenti passati con i miei affetti e cerco di non prendermi troppo sul serio. Frase preferita: potrebbe andare peggio, potrebbe piovere!
Il menzognero di San Fermo
La storia dell'assassinio di Annalisa Fogliati non ha mai convinto nessuno. Le indagini sono state sommarie anche per gli strumenti a disposizione nel 1984, e quando Alfredo Duri è stato condannato i compaesani erano tutti concordi: qualcuno aveva incastrato quell'uomo. Quarant'anni dopo, la vicenda è rimasta impressa anche nelle menti di chi non era ancora nato quando è accaduta. È il caso del ventinovenne Lucio, che con San Fermo ha un legame particolare: divora tutti i libri di Amedeo Crisafulli, scrittore di fama mondiale nato e cresciuto proprio in quel villaggio di montagna, noto a tutti come il Menzognero di San Fermo. Mentre legge l'ultimo best-seller dello scrittore, Lucio scopre qualcosa che lo lascia sbigottito. Nel libro c'è un dettaglio che soltanto il vero assassino di Annalisa Fogliati poteva conoscere... Forse l'assassino ha incautamente lasciato un indizio, dentro al suo ultimo libro. Forse una verità rimasta sepolta per quasi mezzo secolo può finalmente venire a galla. Ma per scoprirlo, Lucio deve recarsi di persona a San Fermo...
Non è che ti tieni dentro un segreto per quarant'anni e poi lo racconti in giro di punto in bianco, no?
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Simone Podestà
Mi chiamo Simone Podestà, ho ventinove anni e vivo in provincia di Brescia. Sono un ingegnere delle telecomunicazioni e lavoro come Cyber Security Specialist. Nel tempo libero, quando possibile, adoro viaggiare; e quando viaggio mi piace vagare anche con la mente, inventare storie che cerco di mettere nero su bianco una volta tornato a casa.
L'equilibrio della verità
Bologna anno 1997.
Un cadavere nel Reno, senza nessun segno di riconoscimento addosso. Comincia così l’indagine per Paolo Buganè e Roberto Speranza, poliziotti della mobile e migliori amici. Indagando nelle osterie di Bologna, unico flebile indizio per trovare qualcuno che conoscesse la vittima, arrivano a Moira, l’enigmatica cugina dell’uomo morto. E’ da qui che ha inizio la serie di eventi che porterà i due poliziotti, e con loro Diego Martinelli in forza alla polizia di Roma, coinvolto nelle indagini in quanto emersa un’aggressione del 1995 che sembra legata al caso, alla scoperta degli ultimi istanti di vita di Simone Quaranta. A quel punto, però, Moira sarà obbligata a rivelare al mondo il segreto che tiene morbosamente nascosto da sempre e a cambiare inesorabilmente la sua vita.
Nei favolosi anni Novanta, nel pieno del fermento musicale bolognese, un cadavere trovato in un fiume, porta inesorabilmente allo scoperto un supereroe fino a quel momento in incognito.
Copertina immaginata dall'autore
Come suggerimento grafico pensavo all'entrata di un'osteria con in primo piano uno sgabello vuoto. In secondo piano tre figure, due maschili ai lati e una femminile al centro. Quella femminile più luminosa o comunque in qualche modo differente come immagine, per suggerire che non è una persona "normale" (in quanto supereroe).
L'autrice
Mirta Gherardi
Mirta Gherardi è nata a Bologna una settimana esatta prima del giorno di Natale del 1974.
Amante del centro e dei suoi locali, dove si sviluppano le idee per le sue storie, scrive fin dalla gioventù racconti e testi di canzoni per i gruppi musicali nei quali milita come cantante. Oggi, a cinquant’anni suonati, si cimenta anche come chitarrista in erba in un gruppo (quasi) tutto al femminile.
E’ un’appassionata di lettura e di libri in generale, tanto da arrivare a veri e propri acquisti compulsivi in libreria. Non ha precedenti pubblicazioni se non i racconti “Rumore e polvere” (solo in e-book) per il concorso “C’era una volta e c’è…una regina rosa 2023” e “La maglia del Bologna sette giorni su sette“ nell’antologia “Socc’mel… che squadrone”. “L’equilibrio della verità” è il suo primo romanzo.
Sotto la pelle del lago
Quando un pescatore ottantenne trova un cadavere affiorato tra le acque quiete del lago d’Iseo, l’equilibrio silenzioso di Monte Isola si spezza. La vittima è Giovanni Vottis, detto ″l′ingegnere″, potente imprenditore bresciano, il cui corpo riemerge in un luogo che, per Laura Conti, investigatrice privata, è sinonimo di ricordi dolorosi: qui, vent’anni prima, ha trovato impiccata sua madre. All’apparenza, i due eventi non sono collegati, ma il passato non si lascia seppellire facilmente. Ingaggiata dalla famiglia Vottis, Laura torna sull’isola, determinata a scoprire la verità.
Tra paesaggi sospesi nel tempo, borghi che nascondono più di quanto mostrano e personaggi ambigui, Laura dovrà ricostruire la rete di relazioni che ruotava intorno all’ ″ingegnere″, uomo carismatico e controverso. Un tatuaggio sconosciuto sul polso del cadavere riapre ferite sepolte, mentre un vecchio amico d’infanzia, un giornalista fuori dagli schemi, la aiuta a orientarsi in un’indagine che si fa sempre più personale.
Sotto la pelle del lago è un giallo psicologico che intreccia mistero, memoria e identità, dove l’acqua non solo cela, ma conserva e restituisce. Con una protagonista forte, ferita ma lucida, e un’ambientazione suggestiva e poco esplorata, il romanzo unisce la tensione del noir al ritmo di una storia intima. Nulla è come sembra, e il lago, con il suo silenzio, osserva tutto.
Quando le acque sono calme, la superficie del lago è liscia e levigata come pelle tesa. Ma sotto la pelle del lago scorrono esistenze invisibili.
Copertina immaginata dall'autore
Un panorama lacustre, una carta jolly tatuata sull' acqua, come se fosse pelle e la sagoma di Monte Isola sullo sfondo.
L'autore
Enrico Ruggiero
Mi chiamo Enrico Ruggiero, sono nato a Savona, dove risiedo, nel 1965 e ho un percorso professionale e creativo che si muove tra Diritto e scrittura.
Sono avvocato, con una lunghissima esperienza anche come giudice onorario di Tribunale, ma parallelamente ho sempre coltivato la scrittura, sia narrativa che poetica.
Ho pubblicato racconti, poesie e testi giuridici senza mai ricorrere alla auto-pubblicazione. Attualmente scrivo esclusivamente noir/gialli.
Nel solo 2025, in ambito giallo/noir segnalo i seguenti risultati (con pubblicazione):
a. Vittoria Concorso Letterario Nazionale AG NOIR con racconto “AndreR™” ;
b. Vittoria Concorso Letterario Nazionale Giallo Milanese con racconto ″Gialla Lemon″
c. 2° posto Concorso Letterario Nazionale Giallo Fiorentino con racconto ″Morte mintata″
d. 3° posto Concorso Letterario Nazionale Appuntamento in nero con racconto ″Egyptian Winds″
Tra le esperienze più significative meno recenti, il mio racconto "Il segreto dell'Ungherese" è stato selezionato e pubblicato nell’antologia RAI-ERI "I racconti del salame", classificandomi secondo al concorso nazionale promosso da Rai Radiodue e la trasmissione radiofonica "Il ruggito del coniglio".
Con il racconto pubblicato "Mare Intermedio" ho ottenuto a Napoli il terzo posto al concorso letterario nazionale "Una piazza, un racconto" (Iuppiter Edizioni).
Ho pubblicato il libro di poesie “Parole di Plastica” in qualità di unico poeta verbis del movimento artistico globale Cracking Art Group e il saggio giuridico “Il contratto telematico” per Edizioni Simone.
Recensisco libri noir per il sito Thriller Cafe.
Strimpello l’ukulele (video), gioco (male) a scacchi e, quindi, colleziono scacchiere di tutto il mondo. Mi appassiona la fotografia.
Scrivere noir, per me, è la realizzazione di un sogno che, a diversità delle mie altre attività, per ora, non attira le attenzioni del Fisco.
Delitti in punta di piedi
Asti, 5 dicembre 2024
Il corpo di una donna viene ritrovato nel parcheggio della palestra che frequentava abitualmente. La scena è inquietante: i leggings stretti attorno al collo della donna e le sue scarpe scomparse. All’interno del giubbotto, una cartolina raffigurante una figura demoniaca. Inizia così l’indagine del capitano Nereo Leone, comandante del nucleo investigativo dei Carabinieri di Asti. Leone è un uomo scostante, intelligente e fuori dagli schemi. La pista iniziale lo porta a ipotizzare un movente passionale, ben presto le prove si rivelano però inconsistenti e l’attenzione degli investigatori si spostano verso il nucleo di senzatetto che vive nei pressi del centro commerciale Il Borgo, soprattutto su uno di loro, da tutti conosciuto con il soprannome Dante. Scatta così una caccia all’uomo con un ampio schieramento di unità e durante la sua ricerca, i carabinieri scoprono un secondo cadavere, stessa messinscena, stessa cartolina. Per il capitano Leone, quel demone raffigurato su quelle cartoline diventa questo punto la chiave dell’enigma, quel diavolo non può essere che il mentore dell’assassino, un'ombra sotto la quale dare forma alla vendetta.
Dante leggeva il mondo dal basso verso l’alto e le scarpe erano il suo alfabeto. La sera, quando il traffico scemava, come il mare con la bassa marea, restava ancora un po’ nel parcheggio del Borgo ad ascoltare i passi delle poche persone ancora in giro a quell’ora. Ogni passo aveva il proprio suono e una storia da raccontare.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Adriano Francia
Adriano Francia è nato a Nizza Monferrato, dove vive con la moglie Sonia e i figli Elisa e Luca. Responsabile commerciale presso una nota azienda della provincia di Bolzano, si occupa di gas tecnici impiegati nell’ambito industriale. È appassionato di vini e gastronomia, passioni che spesso si riflettono nei temi e nelle atmosfere dei suoi romanzi.
La sua attività letteraria si colloca nell’ambito della narrativa italiana contemporanea, con particolare attenzione al romanzo storico e alle dinamiche umane dei personaggi.
Il suo esordio narrativo, La luce tra le mani (Baima & Ronchetti, 2021), è stato finalista alla sesta edizione del Premio Letterario “La quercia del Myr” e ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria. Nel 2024, con lo stesso editore, ha pubblicato Il Corvo dall’occhio di
vetro, confermando la sua attenzione per le sfumature psicologiche e per un realismo denso di emozioni.
Scomparsa
Durante una vacanza a Tarvisio, Laura, figlia quattordicenne di Tina Melchiorri, scompare misteriosamente. Da allora sono passati sette anni e il caso è stato archiviato. Una sera, rientrando dal lavoro, la donna trova davanti alla porta di casa una vecchia videocassetta Vhs. Il filmato le mostra un bosco e una stanza sotterranea, sul cui pavimento, nascosta tra la paglia, c'è una catenina simile a quella che portava al collo Laura. Ma è davvero così, o si tratta solo di suggestione? Le immagini sono troppo sgranate. Comunque sia, Tina decide di tornare in val Resia, dove tutto è successo, per scoprire chi le abbia inviato il nastro e cosa sappia sulla sorte della figlia. Ad aiutarla in un'impresa che si rivelerà fin dall'inizio difficile e piena di pericoli la sua perseveranza e l'ex maresciallo dei carabinieri Antonio Licata, che, ai tempi della scomparsa della ragazza, si era occupato delle indagini.
No, non si sarebbe arresa così facilmente, avrebbe continuato a cercarla anche da sola, ovunque l'avesse portata la strada che aveva iniziato e all'improvviso ogni dubbio lasciò il posto a una determinazione che ignorava di avere, lei che era sempre stata accomodante e detestava le prese di posizione.
Copertina immaginata dall'autore
Come suggerimento per l'immagine di copertina, direi che potrebbe andare bene mostrare un bosco con una ragazzina che ci sparisce in mezzo.
L'autrice
Irene Rossi
Dal 1993 al 2006, col mio nome e gli pseudonimi di Emma Faelli, Francesca Rossi e Mario Zero, ho pubblicato (per Salani/Le Monnier, Mursia, Loescher, Loffredo, La Scuola) sedici romanzi per ragazzi, di genere fantasy/giallo, vincendo otto premi letterari, tra cui quattro Selezione Bancarellino. Passata ai Mistery per adulti nel 2017, in quell'anno sono stata tra i finalisti del Premio Garfagnana in Giallo; nel 2018, con un altro romanzo, finalista del Premio Alberto Tedeschi e l'anno successivo ho vinto il Premio GialloLuna NeroNotte, indetto dalla Casa editrice Clown Bianco, con cui nel 2021 ho pubblicato un secondo giallo. Sempre nel 2021 sono arrivata seconda nel Premio Andrea Torresano. Il romanzo è uscito nel maggio 2022. Nel 2023 sono stata tra i finalisti del concorso “Storie noir”, della Kubera edizioni, e ottenuto l'attestato per il miglior incipit. Nello stesso anno ho vinto il Premio indetto dalla Ce Edizioni Italiane, per la sezione Gialli/Noir. Nel 2024 sono stata tra i finalisti del Concorso “Amelia in Giallo” e arrivata quinta in “Giallo Trasimeno”. Sempre nel 2024 ho vinto il Premio di narrativa per ragazzi “Scarpette rosse” per la Ce Le Mezzelane. Nel 2025 sono stata finalista nel Concorso Thrillerlife, Crimencafè, ho vinto il Premio Giallo Trasimeno, sezione romanzi inediti e sono stata semifinalista nel Concorso Giallo e Nero di Puglia.
Confini
La nuova indagine di Vinicio Corgnali
Siamo in Friuli negli anni 50’. Trieste non è ancora italiana. Due ex partigiani, comunisti della Garibaldi, vengono uccisi nella loro malga sopra Lusevera ai confini con la Jugoslavia. Il vice ispettore Vinicio Corgnali e il maresciallo Sassu indagano sui due delitti che sembrano il frutto di una tardiva vendetta. Molinars, il proprietario della malga, è diventato ricco, infatti, con i tesori estorti ai cosacchi e ai nazisti per avere salva la vita. C’è grande movimento lungo il confine così provvisorio da essere diventato una barriera invalicabile. Si recuperano i vecchi bunker e se ne costruiscono di nuovi. La paura di una invasione russa e la voglia di mostrare i muscoli sembrano essere la nota dominante della politica romana. Vinicio Corgnali, il professorino, partigiano della Osoppo, ha ancora amici in Jugoslavia che gli descrivono uno scenario del tutto diverso. Il contrabbando, per esempio. Non tanto il contrabbando di sigarette o altro, quello c’è sempre stato, ma il contrabbando di droga proveniente dalla Turchia. E quello della penicillina. La nuova medicina che compie miracoli. Ma chi ha ucciso i due malgari? E, poi, Mattia il figlio di Molinars e, ancora, Lucia, la figlia di Tomasut. Vinicio Corgnali, pur avendo combattuto su quelle montagne, non riesce a superare la diffidenza, quasi omertosa, dei paesani di lingua slava. Lui è un friulano: uno straniero, in definitiva. Mentre i parenti, gli amici, adesso stanno di là, sono jugoslavi, ma erano italiani fino a pochissimi anni prima. E sono slavi da secoli. A complicare le cose c’è la rivalità con i cugini Carabinieri e la determinazione del magistrato Elena De Luca, che lo obbliga, per di più, a ripensare il suo rapporto con Margherita Chiandotti. E alla fine la verità è già lì, pronta, solo che non l’aveva vista. È una verità amara, tuttavia.
Friuli anni ’50. Sul confine con la Jugoslavia soffiano nuovi venti di guerra. Le famiglie sono spaccate da un filo spinato, adesso, ma restano slave. Vinicio Corgnali indaga sull’omicidio di due ex partigiani comunisti, tra invidie e omertà. La verità vince, alla fine, ma è brutale e amara.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Dario Snaidero
Sono nato nella Patria del Friuli (Udine, 1948) e provengo da una minoranza tedesca, dove convivono streghe, patriarchi e benandanti. Dopo la maturità a Padova e gli studi a Vienna, le mie ricerche sui bambini nati morti e resuscitati il tempo necessario per il battesimo, mi hanno spinto a scrivere la tesi di laurea in Scienze della Religione, presso la Gregoriana di Roma, su “La resurrezione dei morti”. Ho lavorato presso l’Avvocatura dello Stato. Ho l’hobby della fotografia e la passione per il tango. Amo la musica barocca e Caravaggio. Vivo a Roma.
Nel 2017 inizio il mio percorso letterario con il racconto “La breve vita di Teodoro Mattia Snaidero” partecipando al concorso dedicato al partigiano Erminio Masiero, “Neri”, di Ruda, Udine. Lo spunto mi viene dato dalla italianizzazione del mio cognome sotto gli Asburgo, che riprendono il Friuli dopo Napoleone. Una sorta di irredentismo ante litteram. In quell’occasione ho l’onore di conoscere i genitori di Giulio Regeni. Continuo nel 2018 con il racconto “La guerra partigiana di Guerrino Moretti, friulano” nel concorso “Per praticare la memoria della Resistenza” a Varzi, Pavia. Sempre nel 2018 vinco il secondo premio “La Farnia d’Oro”, Farnese, Viterbo, con il racconto “La Glera del Patriarca”, nel quale compare per la prima volta Vinicio Corgnali, ex partigiano, ora poliziotto. I premi ottenuti anche in altri concorsi, da ultimo nel 2023, mi spingono a scrivere romanzi gialli. Nel 2019, la casa editrice Enoteca Letteraria, di Roma, pubblica il primo libro con il vice ispettore Vinicio Corgnali come protagonista. Nel 2020, la Damster Edizioni, di Modena, pubblica il secondo, sempre con il vice ispettore Vinicio Corgnali: Il passato non perdona. L’azione si svolge in Friuli, nel secondo dopoguerra, lungo quella parte del confine orientale, mai definito con la vicina Jugoslavia, popolato da secoli dagli slavi, di qua e di là. Trieste non è ancora italiana ed è pretesa da Tito come bottino di guerra. Nel 2021, 2022 e 2023, sempre la Damster Edizioni pubblica tre racconti gialli: Falsi Omicidi, Labirinti di Morte e Delitto in Corsia. Nel 2023, Enoteca Letteraria pubblica “Omicidio alla Porta del Cielo”, con il vice commissario Massimiliano Lástanditch, slavo di Trieste, come nuovo protagonista, e nel 2025 “MARTIRII”. Il primo si svolge all’interno della comunità cinese di Piazza Vittorio e il secondo prende spunto dal martirio dei primi cristiani a Roma. Polizia Moderna, rivista ufficiale della Polizia di Stato, ritiene Vinicio Corgnali e Massimiliano Làstanditch molto veri e suggestivi. Ancora Enoteca Letteraria pubblica il romanzo La breve vita del Sole Nascente, autobiografia romanzata e onirica, nella quale un bar di Padova, il Sole Nascente, appunto, frequentato da studenti, diventa il perno della vita dei protagonisti.
Tele di sangue
Roma, settembre 1993. L’estate non vuole finire e la città suda ancora sotto un sole ostinato, esausta e indifferente. Tra l’asfalto fumante e l’isteria cittadina, la quiete apparente della capitale viene infranta dal ritrovamento dei resti di una giovane donna in un parco pubblico.
Sul caso indagano due ispettori della polizia giudiziaria: Rocco Sasso, uomo di legge temprato dalle notti in strada e dalla sua fede, e Edoardo “Ed” Bana, collega dal passato tormentato, poeta mancato e poliziotto disilluso, che combatte il dolore con la bottiglia e il sarcasmo.
La vittima è Giulia Moreno, ventunenne tossicodipendente e prostituta occasionale. Accanto alle ossa vengono trovati i documenti della vittima, insieme ai suoi vestiti logori. Gli esami preliminari rivelano resti ripuliti con precisione chirurgica, quasi a volerli preservare. Un lavoro meticoloso, forse rituale, capace di sconcertare investigatori e questura. Le indagini si muovono su due strade parallele: Rocco indaga nel passato di Giulia — famiglia, università, amicizie — trovando solo silenzi e disincanto. Ed Bana, invece, scende nel sottosuolo di Tor Bella Monaca, tra motel a ore, informatori corrotti e prostitute troppo giovani per ricordare ancora cosa sia la speranza.
A sostegno dell’indagine, Ed Bana, consulta anche un veggente, Zohar. Il ciarlatano espone la teoria dell’“arte immortale”, di corpi come prigioni per l’anima. Il killer, in un qualche modo, intende liberare le sue vittime dalla propria esistenza mortale. Parole a tratti deliranti, ma che scavano dentro il poliziotto più di quanto vorrebbe ammettere.
Durante le indagini Ed incontra Emma, una giovane prostituta intrappolata nel suo mestiere e dallo sguardo fragile. Tra i due nasce un legame inatteso, fatto di confessioni sussurrate e solitudini condivise. Per una notte Ed Bana si illude di poterla salvare, di poter salvare sé stesso attraverso di lei. Ma al mattino la realtà torna a bussare: lascia dei soldi sul comodino e un consiglio — “Scappa. Ricomincia da capo.” Non immagina quanto quella decisione lo perseguiterà.
Un thriller psicologico cupo e viscerale ambientato in una Roma crepuscolare, un True Detective all’italiana, dove il confine tra vita e morte, arte e follia, diventa sempre più labile. La storia esplora il tema dell’eterna prigionia dell’anima — nei corpi, nei ricordi, nelle ossessioni. Ogni delitto è un’opera, ogni vittima un tentativo di immortalità e redenzione.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Edoardo Corvi
Mi chiamo Edoardo Corvi, ho 29 anni e lavoro come consulente aziendale da sette, immerso ogni giorno tra bilanci e numeri. Nel tempo libero, però, sono quasi sempre con un libro in mano: sono un lettore accanito, in particolare di romanzi gialli e noir. Nella mia libreria convivono autori come James Ellroy, Joël Dicker, Joe Lansdale, Carlo Lucarelli e molti altri maestri dell'intrigo.
Da circa un anno ho iniziato a sperimentare la scrittura, cercando di capire dove questo percorso potrà condurmi. Ho già completato tre bozze e il progetto con cui desidero presentarmi è Tele di sangue. Sono ancora un neofita nel mondo della scrittura e dell'editoria, ma coltivo la speranza di dare presto vita a un progetto che porti alla luce le mie storie.
Il Dossier Eurasia
In un'Italia attraversata da scandali, equilibri fragili e ombre internazionali, Il Dossier Eurasia racconta l'incrocio esplosivo di quattro vite femminili che, pur diversissime, convergono nello stesso punto di rottura: la verità.
Irene Castaldi è una giornalista d'inchiesta che ha già pagato un prezzo altissimo per la sua integrità. La sua inchiesta sul colosso Eurasia Petroli & Gas è pronta a esplodere. Ma dietro ogni file, ogni e-mail, ogni suicidio sospetto, c'è un sistema costruito per insabbiare, deviare, eliminare.
Sophia Bucci, Capitana della Polizia di Sato ed ex agente dell'intelligence, viene richiamata in campo per proteggere la fonte. Non è solo un incarico. È anche una resa dei conti personale, con chi ha condiviso con lei missioni, amori e segreti.
Laura Gualtieri, Presidente della Repubblica, è l'unico baluardo istituzionale che non si piega. In bilico tra dovere costituzionale e responsabilità morale, sarà lei a gestire le ore più buie della democrazia italiana, nel caos generato dalla pubblicazione del Dossier.
E poi Giulia Ferrante, giovane impiegata, pedina inconsapevole sacrificata troppo presto. Ma anche il suo gesto, il suo ultimo messaggio, lascerà un segno. Il primo anello della catena che porterà alla verità.
Tra inseguimenti, fughe, intercettazioni, stanze del potere e oscuri server nascosti nel cuore d'Europa, il romanzo alterna azione e introspezione, denuncia e speranza, e pone una domanda scomoda: chi comanda davvero il nostro presente?
Il Dossier Eurasia è un thriller politico, un noir dell'anima, ma soprattutto un atto di resistenza civile.
Non è solo la storia di un'inchiesta. È la storia di quattro donne che decidono, ognuna a modo suo, di non restare a guardare. E ci riescono.
C'erano verità che potevano cambiare il mondo, ma prima bisognava trovare qualcuno disposto a sopravvivere abbastanza a lungo da raccontarle.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Francesco Lombardo
Francesco Lombardo nasce ad Augusta (SR) nel 1971. Si trasferisce in Umbria per motivi di studio (Laurea in Statistica ed Informatica per la Gestione delle Imprese, Master in Gestione degli eventi culturali e in Marketing Internazionale), e dopo essere convolato a giuste nozze (solo dopo 20 anni di fidanzamento), vive a Torgiano un ridente borgo umbro noto per due cose: il vino e la capacità di produrre personaggi che, se messi in un romanzo, sembrano inventati.
Lui, però, ha fatto il contrario: ha preso l'inventato e gli ha dato cittadinanza nel reale. Informatico di formazione (possiede oltre 20 certificazioni Microsoft), ha passato anni a maneggiare numeri, tabelle e riunioni in cui il mistero più grosso era chi avesse mangiato l'ultimo cornetto in sala break.
Poi un giorno, invece dei dati, ha cominciato a incrociare destini. E così è nato il racconto "Il ponte delle ombre" classificatosi al terzo posto al Concorso Nazionale Rina Gatti nel 2025 e "L'oro di Colombo", il suo primo romanzo, che è quarto al Premio Letterario Nazionale Giallo Trasimeno sempre nel 2025.
Buio di luna
Il commissario Romeo Ballarin è un uomo stanco. Ombroso e solitario, accanito tabagista e afflitto da un mal di schiena cronico, dopo più di trent’anni di servizio e a meno di due dalla pensione, con un matrimonio fallito alle spalle e una figlia con cui non parla da mesi, vorrebbe solo essere lasciato in pace.
Tirare a campare in quell’esilio volontario che si è scelto per chiudere la sua lunga carriera, presso la Questura di Ferrara.
E invece no. Il destino ha in serbo per lui altri progetti.
Come l’essere coinvolto suo malgrado in un caso rognoso, l’omicidio di Vinicio Trevisan, uno stimato e apprezzato medico anestesista di Comacchio.
Ballarin viene tirato in ballo dal suo unico amico, Folco Cavallari, un pescatore di anguille che vive proprio da quelle parti, e nonostante i tentativi del commissario di smarcarsi da quella storia che puzza di guai lontano un chilometro, il suo capo il vicequestore Bruno Carbone, affida a lui e alla sua squadra le indagini. Squadra di cui farà parte anche una nuova collega da poco arrivata da Bologna, l’affascinante e ambigua Ilaria
Lombardo. Romeo Ballarin non voleva nessun incarico. Per i suoi peccati
gliene diedero uno.
Il peggiore di tutta la sua vita.
«Vedi commissario, ognuno di noi ha qualche scheletro nell’armadio. La differenza è solo nella quantità di ossa che vi sono nascoste.»
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Massimiliano Foschi
Massimiliano Foschi, nato nel lontano sessantanove ha iniziato a scrivere tardi. Lettore vorace, mai sazio, un giorno ha detto a sé stesso: sai che c’è, adesso ci provo anche io. Così si è seduto davanti al pc, ha aperto una pagina bianca ed è iniziato tutto. Così, fra doveri familiari e lavorativi, è andato avanti, quella pagina bianca si è riempita e dopo ne sono seguite altre, molte altre. Ha creato anche un suo alter ego, tal Max Cromaz, pseudonimo con il quale ha pubblicato la maggior parte dei suoi romanzi e racconti. E, a distanza di sei anni da quella pagina bianca il risultato è questo: - ‘La scelta di Samir’, romanzo pubblicato con Zerounoundici edizioni; - ‘Cattive abitudini’, romanzo pubblicato con la Zerounoundici edizioni; - ‘La formula dell’acqua’, romanzo pubblicato con la Onirica edizioni; - ‘Kerosene due zero 27’, romanzo pubblicato con la Tripla E edizioni; - ‘Me lo racconterai all’inferno’, racconto lungo pubblicato da Delos; - ‘Base DCLXVI’ racconto breve nella antologia ‘Sfumature di giallo’ vol 1 Rudis edizioni; - ‘Un posto sbagliato’ racconto breve nella raccolta ‘Alieni cattivi’ Scheletri edizioni; - ‘Non è un Caravaggio’, racconto breve, menzione speciale al concorso 66 Nero; - ‘Il talento dei perdenti’, romanzo vincitore nella sezione inediti del concorso ‘Garfagnana in Giallo 2025’, di prossima pubblicazione con Tra Le Righe edizioni. Insomma, un po’ di strada è stata fatta. E l’avventura continua…
Delitto al Cab41
Renzo Canarino, un comico dal passato difficile, ruba per dispetto nella casa dello zio che non lo ha mai riconosciuto come nipote. Ma il destino lo mette nei guai ben oltre le sue intenzioni.
Nicola Trebisacce, alias "3B", un altro comico e uomo pericoloso, inizia a rubare per garantirsi una vita più agiata. Tuttavia, scopre che il sangue e la morte gli danno un piacere oscuro e indescrivibile.
Flash, un fotografo dalla doppia vita, sfrutta il suo lavoro per raccogliere informazioni su case e sistemi d'allarme, che poi passa al suo socio criminale, 3B.
Toni Quaranta, un commissario tormentato dal rimorso e dal fantasma della moglie, si trova a indagare su una serie di furti sempre più violenti, affiancato dal fidato Ispettore Michele Gargiulo...
In un intreccio di destini segnati da ambizione, violenza e segreti inconfessabili, sei personaggi si muovono tra le ombre di una città in bilico tra giustizia e corruzione.
Copertina immaginata dall'autore
L'autore
Domenico Ippolito
CANZONI: E torno ancora (vincitrice Canzone In... Domenica In... RAI UNO; disco dei Delirium), e molte altre;
COMMEDIE
Autore: Traslochiamo in paradiso!; L’Ambulante Svegliagente; Oltre il paradiso;
Co-autore e ass. alla regia: Franco Cerutti Sarto per brutti (con Franco Neri, Margherita Fumero, Cristian Messina e altri);
La Santa Coppia (con Margherita Fumero, Franco Barbero, Cristian Messina, Gianpiero Perone, Mauro Villata, Francesco Damiano);
Leonardo e la magia del tempo (con Margherita Fumero, Franco Barbero, Cristian Messina, Mauro Villata, Alessandro Marrapodi, Davide Allena, Nicole Alari);
Direttore di scena: Sherlock Holmes e il mistero di Lady Margaret (autori: Cristian Messina e Valerio Di Piramo (con Margherita Fumero, Cristian Messina, Mauro Villata, Mario Bois, Anna Cuculo, Maria Occhiogrosso, Valentina Gabriele, Davide D’Urso, Gina Perrucci, Alfonso Rinaldi, Valter Lunetti, Angelo Chionna - anche autore della musica);
Sherlock Holmes e il sigillo reale (come sopra).
RACCONTI editi:
Una Finestra sul noir (F.lli Frilli Editore); 44 gatti in noir (F.lli Frilli Editore); Tutti i sapori del noir (F.lli Frilli Editore); I luoghi del noir (F.lli Frilli Editore); Odio e amore in noir (F.lli Frilli Editore); Ridi che… trapassi! (F.lli Frilli Editore); Il tasto nero (F.lli Frilli Editore); Un brutto mal di pancia (F.lli Frilli Editore); A volte a Natale (DELITTI DI NATALE - F.lli Frilli Editore).
SCENEGGIATURE (provvisorie): Il Matto; Dimmi che non è un sogno!; Violenza.
LIBRI editi: Scusate il disagio, con Beppe Braida e i suoi comici (F.lli Frilli Editore);
Veicolo A Veicolo B – Co-autore: Marco Sforzi (YOWRAS Editrice);
Co-autore brevi racconti noir di nove antologie (F.lli Frilli Editore).
Inediti: Dimmi che non è un sogno!; Il Matto; Marzo ’55; L’Ambulante Svegliagente; Galleria Nord;
Delitto al Cab41… Torino di notte cambia; Nulla di Personale... Viaggiante! (Scolastica Editrice - Prima Edizione: Dic. ’98; Seconda Edizione: Mar. ’99; Terza Edizione Integrata: Neos Edizioni, dic. 2006);
ViPsti sui treni… e dintorni! / Gente che viaggia… con giudizio! Aprile 2006 (Neos Edizioni).
Collaborazioni con i laboratori di cabaret Zelig: “Strangers in the night” a MI; “Chaltrons” a TO.
RECENSIONI: Tuttolibri (Fulmini di Nico Orengo - Prima pagina – Inserto LA STAMPA);
riviste FS ed esterne; Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano (Gino & Michele);
La Repubblica (prima pagina Cronaca di Torino più interno); Torino Sette, La Stampa;
Videogruppo notizie; Il nostro tempo; Il Corriere di Carmagnola; Il Carmagnolese; Elce, ecc.
Modena nera
Verso la fine di novembre 1943 Aramis Russo, giovane tenente salernitano, si trova catapultato a Modena, dopo aver seguito la ritirata dei tedeschi dalla Sicilia. Rimasto invalido per una ferita riportata in Sicilia, a Modena è arruolato nella polizia amministrativa, incaricata di combattere il mercato nero e l’aumento dei prezzi. Suo unico sottoposto è Giovanardi, un modenese di una certa età, che lo stuzzica di continuo per tentare di capire quali siano le sue posizioni sulla guerra.
L’incontro con un giovane altolocato, Fosco Guglielmini, lo introduce nella vita sociale cittadina. In particolare, lo fa partecipe della festa di Capodanno a casa del Conte de’ Castelvetro, dove la guerra sembra lontana. Nel corso della serata Russo incontra Cordelia, nipote del conte, che si suppone una delle tante sue amanti. Il conte, venuto a sapere che prima della guerra il giovane era professore d’arte, insiste per mostrargli la sua straordinaria collezione d’opere d’arte. Gli confessa di temere per la sua sorte. I tedeschi razziano ogni cosa e Castelvetro lascia intendere che qualche ufficiale ha già messo gli occhi sulle opere più importanti.
Alcuni giorni dopo il conte viene trovato morto, sicuramente assassinato. Sulle sue guance sono state incise alcune piccole svastiche. Poiché il comandante della polizia cittadina non sa che pesci pigliare, incarica dell’inchiesta il poliziotto mancato. Aramis si trova così a collaborare con Kerr, un ufficiale tedesco, che lascia subito intendere che l’inchiesta dovrà chiudersi al più presto imputando l’omicidio ai ribelli che scorrazzano nei dintorni...
Modena nei tempi più bui della Seconda Guerra mondiale vive di speranze e di coraggio. Un giovane poliziotto sfida il regime di occupazione tedesco per dare un nome all’assassino della donna che lo ha fatto innamorare.
Copertina immaginata dall'autore
Potrebbe essere una fotografia del Portico del Collegio di Modena bombardato o un manifesto dell'epoca che vieta di indossare il mantello. Esistono anche scorci del Duomo di Modena bombardato.
L'autore
Roberto Vaccari
Sono nato a Modena nel 1950 dove vivo e lavoro. Sono sposato, ho una figlia e una nipote. Ho svolto per tutta la vita il mestiere di tipografo. Sono laureato in storia contemporanea e pertanto sono un appassionato di saggistica storica. Ho pubblicato alcune biografie di modenesi celebri come Ciro Menotti, Antonio Delfini, Francesco V, Angelo Fortunato Formiggini, Manfredo Fanti ed Enrico Cialdini. Ho inoltre pubblicato alcuni romanzi, tra i quali i più recenti: Dopo il disgelo, Anni Cinquanta, In tempi di pace declinante e I figli del maestro. Appassionato da sempre di Fantascienza ho pubblicato alcuni romanzi di genere, tra i quali: Il ragazzo che dava i numeri e I creatori di Universi e Pluto. Collaboro attivamente con l’Istituto per la Storia del Risorgimento di Modena.